Chi se ne fut-fut, il successo comico dell'anno
Chi se ne fut fut Dopo il successo di "Presto che è tardi", ho scritto la continuazione ideale di questo mio diario a metà fra i ricordi ed il cabaret.
Nel raccontare, mi viene naturale mischiare aneddoti accaduti durante vent'anni di carriera, con la satira, il pettegolezzo sui miei clienti più affezionati, cioè i politici, i giornalisti televisivi e i protagonisti della cronaca rosa. Quest'anno poi è una goduria. Ci sono un sacco di facce nuove al governo...beh nuove, si fa per dire. A partire dal Presidente del Consiglio Prodi che era coi mille di Garibaldi, infatti è un bell'elemento da sbarco. A Dini che era uno dei protagonisti di Jurassic Park di Spielberg nel ruolo del tyrex...solo che non era truccato e faceva meno paura. Vabbé, ne riparleremo nel libro. Per chi vuole curiosare, ecco qui uno dei capitoli.

 

GLI IMPRESARI TEATRALI: GENTE PIU' UNICA CHE RARA

Gli impresari che piazzano le serate, che organizzano spettacoli e manifestazioni sono per la maggior parte quanto meno singolari. Forse non tutti, molti sono persone semplici ed oneste e sono quelli che durante la carriera riincontri volentieri. Altri considerano lo spettacolo come un mondo facile da affrontare, divertente, un hobby.
Ho lavorato con gente che di giorno faceva l'impresario edile e di notte andava in giro per discoteche a vender spettacoli. Rappresentava orchestre con nomi tipo "Cemento a pronta presa", "Mino e i mattoni", "Gli idrosanitari". Ho lavorato con altri che vendevano serate e non si presentavano mai nei locali in cui mi esibivo: di mestiere facevano i metronotte. Altri ancora che non avevano venduto la serata e si presentavano invece nei locali per avere un compenso. Comunque gente strana.

Una volta andai in auto con un impresario patito degli optionals. Era uno della provincia di Brescia. Aveva un Mercedes, ma appena salivi a bordo era come una specie di astronave-ufficio fatta in casa. Stavamo andando a fare uno spettacolo e durante il tragitto cominciò ad elencarmi tutte le diavolerie: «Questo è il telefono che sparisce nel bracciolo, qui se apri il cassetto esce il
fax...devi mandare un fax? Ma dai manda un fax! Non fare complimenti».
«No grazie. Non devo mandare nessun fax...ehm ti spiace guardare la strada», risposi. Ma lui niente, ormai esaltato continuò la descrizione. «...questo è il doppio cd e questo il mixer. Ué stà attento eh, che se c'ho sù una sbarbata ci mixo al volo due pezzi e quella crolla. Uè tu, lo vedi questo? Questo è il segnalatore delle pattuglie della polizia e questa...»
"Per favore guarda la strada», continuai ad insistere. Ma lui niente: «...la televisione. C'ho anche l'antenna col satellite nel cofano e il decodificatore. Vuoi vedere la CNN? Te la faccio vedere».
«Non mi interessa. Guarda la strada.»
Non si beccava nulla su quella piccola tv in bianco e nero, neanche la vecchia Rai Uno, altro che satellite. Cominciò a smanettare per dimostrarmi che invece funzionava tutto benissimo. E dimenticò nonstante le mie insistenze di tener d'occhio la strada. Tirò dritto in una curva e finimmo, fortunatemente, diritti in mezzo ad un prato. Con l'auto ferma, forse per via del contraccolpo, la mini tv si mise a funzionare. Assoluamente non preoccupato per l'incidente esclamò soddisfatto: «Ué, te l'avevo detto che funziona, dai!»

 

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